É difficile fare cose difficili

E’ vero, è molto dificile fare cose dificili, ma solo quelle lasciano traccia. L’educazione e l’istruzione quando non falliscono riescono a far fare cose dificili, complesse, ma fondamentali.
Insegnare a suonare, a cantare, a ballare, ad amare la isica, la matematica, la ilosoia, l’economia. L’apprendimento ha qualcosa di eroico quando riesce a insegnare a fare cose dificili.

Imparare a fare cose dificili spetta a chi fa buona impresa in territori rischiosi, a chi si impegna per creare un pezzettino di futuro che prima non c’era.
Fare cose dificili dovrebbe essere l’unico mestiere dichi amministra gli spazi pubblici, le piccole città, soprattutto del sud.

Più di 300 arresti in Calabria nella scorsa settimana hanno fatto dire al giudice Gratteri che queste azioni servono a ridare spazio alla società civile e giorni dopo centinaia e centinaia di giovani per le strade di Vibo Valentia hanno fatto “una passeggiata di legalità”. Cose dificili che costruiscono immaginazione e bellezza e restituiscono orgoglio e futuro.

E’ dificile fare cose dificili nei nostri territori ma c’è spazio per tutti, questa è a la sola ricetta per costruire nuovi sud, fare cose dificili e insegnare ai bambini e ai più giovani che l’unica cosa che conta è imparare a fare cose dificili.
Le cose dificili si fanno anche con piccoli gesti.

In un luogo dove decine e decine sono i bar che fanno da ritrovo e dove si creano comportamenti di dipendenza (da alcool, scommesse, droga) dove molti sono i negozi chiusi, cosa può fare una piccola libreria? Molto, moltissimo soprattutto per i più piccoli. Una libreria fa fare cose dificili. Genitori, adolescenti, bambini, divengono protagonisti ogni volta che regalano o ricevono un libro.

Insegnare ai propri igli e ai propri alunni a leggere è una cosa dificile che può salvare la vita.
La cosa dificile è sfuggire le conformità, rendere possibili azioni che durano e che nutrono il desiderio in modo creativo.
Costruire la piccola piazza della Restanza e dei Ritorni, è stata una cosa dificile e nei prossimi giorni (il 29 e il 30 Dicembre https://www.facebook.com/HortusAcri-Laboratorio-di-resilienza) vogliamo utilizzarla per fare altre cose dificili: incontrare bambine e bambini per raccontare storie e giocare con la creatività, allestire performance con giovani che amano la propria terra e la vogliono difendere, parlare di diversità e inclusione, di arte e di territorio.
Venite con noi a fare queste piccole cose dificili, vi aspettiamo.

È dificile fare le cose dificili: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco. Bambini, imparate a fare cose dificili: dare la mano al cieco, cantare per il sordo, liberare gli schiavi che si credono liberi. (Gianni Rodari 1979)

PUBBLICATO 26/12/2019
Acrinrte: https://www.acrinrete.info/Articolo.asp?id=12190&p=1

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