Il Premio Giovan Battista Falcone

“Perchè noi calabresi versiamo fiori e lagrime sulle ceneri dei Bandiera e neanche una parola di ricordo al conterraneo Giambattista Falcone”, Nicola Romano, storico;

Lo scorso 13 agosto, nella cornice del Palazzo Sanseverino-Falcone, si è svolta la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Giovan Battista Falcone, “Audaci, Ribelli, Coraggiosi”. I tre premi sono stati attribuiti a tre diverse personalità che hanno svolto significative attività di rilievo a livello nazionale, regionale, acrese. Il premio nazionale è stato conferito ad Andrea Bartoli e Florinda Saieva, notaio e avvocato, collezionisti e amanti dell’arte moderna e contemporanea, fondatori della Farm Culturale di Fa- vara. Il premio regionale è stato conferito a Florindo Rubbettino, editore e continuatore dell’omonima casa editrice per aver intuito che la Calabria, nel Mediterraneo e nel Meridione, andasse descritta e raccontata diversamente. Il terzo premio, a protagonisti acresi, è stato conferito alle sorelle Cristina e Francesca Cofone, imprenditrici agricole, per la loro determinazione e ferrea volontà che le ha spinte ad andare avanti, nonostante la prematura scomparsa dei genitori, quando erano poco più che ventenni. Il premio, intitolato al giovane eroe acrese non intende, solo retoricamente, celebrare il giovane patriota, ma far riemergere con lucidità un modello di impegno civile, politico, sociale, dentro un ideale di riscatto che ha animato non solo Falcone, ma intere generazioni: sognare altre libertà, ribellarsi all’oppressione, ai soprusi, alle ingiustizie, cambiare la società anche con il pensiero. Noi di HortusAcri desideriamo che questo premio non solo rappresenti, a distanza di anni, un tributo a questo magnifico eroe acrese, ma che lo faccia riemergere altresì dall’oblio in cui lo hanno relegato una storiografia spesso troppo miope e provinciale, classificando, Falcone e la spedizione di Sapri, come episodi minori. Il premio, organizzato con il consenso degli eredi di Falcone, presenti ieri alla serata di conferimento, consiste in tre differenti e originali targhe il cui design, a cura di Pino Scaglione e Rosanna Algieri, con un pugnale stilizzato su fondi metallici di va- rie tonalità, è stato pensato appositamente per l’occasione e realizzato da una prestigiosa azienda di Treviso, la De Castelli, che lavora da cento anni metalli pregiati con tecniche originalissime e uniche. Il Festival, chiuso con entusiasmo anche grazie al concerto del musicista Massimo Ferrante, presenta al suo attivo un bilancio di ampio consenso, interesse curiosità e presenza di pubblico e un’aspettativa di continuità che ruota intorno alla forza del collettivo HortusAcri. Un’associazione che si è imposta come compagine creativa, originale, innovatrice e capace di dare una visione e una prospettiva di futuro alla comunità acrese, non solo con il festival, ma con le attività di Laboratorio che seguiranno già da settembre con una seconda fase della Summer School e altre attività.Il premio non intende, solo retoricamente, celebrare il giovane acrese e il suo patriottismo, ma far riemergere con lucidità un modello
di impegno civile, politico, sociale, dentro un ideale di riscatto che ha animato non solo Falcone, ma intere generazioni: sognare altre libertà, ribellarsi all’oppressione, ai soprusi, alle ingiustizie, cambiare la società anche con il pensiero.

Soprattutto, questo premio, intende far rifletterei giovani su come oggi è ancora possibile, impegnarsi per se stessi e per la causa comune, imparando da Falcone, che decise stoicamente di perdere la vita a soli 23 anni per un grande ideale.

Ad Acri, oggi lo ricordano solo un monumento mal collocato, una lapide sul fianco del palazzo che abitò, la sala del consiglio comunale a lui dedicata, e niente più!
Noi di HortusAcri desideriamo che questo premio non solo rappresenti, a distanza di anni, un tributo a questo magnifico eroe acrese, ma che lo faccia riemergere altresì dall’oblio in cui lo ha relegato una storiografia spesso troppo miope e provinciale, classificando,

Falcone e la spedizione di Sapri, come episodi minori.
Il premio si avvale di un Board di Segnalatori italiani, che sottopongono ad HortusAcri una rosa di nomi acresi, calabresi, nazionali ma mediterranei (con professionalità differenti) le cui caratteristi- che principali siano quelle di essersi distinti per le proprie attività (scientifiche, artistiche, creative, culturali, umanitarie, ecc.), ma soprattutto per la capacità di stimolare nuove vie coraggiose e audaci, ribelli nel senso attuale, per il meridione e il mediterraneo, anche come esempio nazionale e internazionale.
Il premio, organizzato con il consenso degli eredi di Falcone, presenti alla serata di conferimento, viene attribuito ai tre vincitori, durante un evento dedicato del Festival, quest’anno il 13 agosto.
Il premio consiste in tre differenti e originali targhe il cui design è stato pensato appositamente per l’occasione.

Prima Edizione

Il premio “Giovan Battista Falcone” a livello locale è stato conferito con orgoglio a Cristina e Francesca Cofone. Sorelle, di origini acresi, sono due giovani donne imprenditrici, titolari di una azienda agricola biologica, lattiero-case- ario con allevamento di bovini da latte, situata nella Sila Greca a circa 1150 metri di altitudine nel territorio di Acri. La loro determinazione e ferrea volontà le ha spinte ad andare avanti, nonostante la prematura scomparsa dei genitori, quando loro erano poco più che ventenni; situazione questa che le ha costrette ad affron- tante difficoltà economiche, ma soprattutto a combattere contro pregiudizi e tentativi diretti e indiretti a distoglierle dal proseguire l’attività iniziata dai loro genitori. Criticate e considerate incapaci di occuparsi di lavori che normalmente vengono svolti da uomini, giudicate solo perché “donne” e, quindi, considerate inadatte ad intraprendere un percorso imprenditoriale che nel tempo, invece, ha acquisito un nome e un ruolo nell’economia acrese e calabrese. Il loro coraggio, la loro audacia, la ribellione al modello maschile, la loro impavidità hanno fatto sì che Cristina e Francesca non si arenassero né alle intemperie, né all’assenza di politiche adeguate che sostenessero i loro sacrifici, nemmeno alle resistenze locali. Il nostro augurio è che la loro esperienza di vita, fatta di audacia e coraggio di- venti d’ispirazione ed esempio per molti giovani che intendono investire nel nostro territorio.

La targa del Premio Nazionale-Mediterraneo Giovan Battista Falcone, va ad Andrea Bartoli e Florinda Saieva, che il 25 giugno 2010 fon- darono la Farm Cultural Park a Favara (AG). La Farm è uno spazio per l’Arte, una residenza per artisti. Lo scopo principale del progetto è stato ridare nuova vita e dignità con piccoli sforzi progressivi, ma con una visione di lunga durata, al recupero di tutto il centro storico di Favara e alla trasformazione della piccola città come seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento, dopo la Valle dei Templi. L’idea è nata nella fertile mente dei due protagonisti, che si sono ispirati ad altre esperienze internazionali, senza lasciarsi intimidire dal fatto che tutto questo si realizzava in una marginale cittadina italiana, per giunta in Sicilia. Questa realtà ha ormai vinto numerosi premi, invitato alla Biennale di Architettura di Venezia, ed è stato descritto in molte conferenze nazionali e internazionali. Il noto blog britannico “Purple Travel” ha collocato la Farm Cultural Park e Favara al sesto posto al mondo come meta turistica dell’arte contemporanea preceduta da Firenze, Parigi, Bilbao, le isole della Grecia e New York. L’audacia, il coraggio, il senso di riscatto verso un sistema che sembrava dover implodere, lo spirito di “ribellione” di cui sono stati animati Andrea e Florinda, ne fanno due eroi contemporanei, controcorrente, in una realtà nazionale e meridionale, in cui il lamento, la rinuncia, la rassegnazione dominano sul resto delle cose.

Il Premio Giovan Battista Falcone, per le personalità della Calabria è stato conferito a Florindo Rubettino. Florindo fin da giovane, segue le orme del padre Rosario, quando fonda La Casa Editrice Rubbettino, nel 1972, a Soveria Mannelli, nel cuore di una Calabria sospesa tra modernità e antichi ritardi. La Rubbettino prende avvio come piccola tipografia e casa editrice, ma con la tenacia, il desiderio e il coraggio di sfidare i luoghi comuni che, tutt’oggi, lasciano immaginare che in Calabria è impossibile fare editoria e impresa. In questa direzione Rubbettino editore ha dato voce alla Calabria, al sud, facendoli emergere da una marginalità culturale e riproponendoli come terre culturalmente fertili. Oggi la Rubbettino è un vasto network capace di unire studiosi, docenti universitari, fondazioni, enti, politici, tutti accomunati dal desiderio di approfondire e divulgare i temi e le policy del liberalismo all’interno del mondo politico, dell’accademia e della società. L’audacia e il coraggio di Florindo, e del papà Rosario prima, hanno fatto si che la disputa tra idee, che solo può arricchire la vita morale e intellettuale di un popolo, si traducesse nei libri della casa editrice in testimonianza civile e culturale, messaggio costante e continuo di liberismo e libertà di pensiero. Il nostro augurio è che questo riconoscimento, stimoli altri progetti e traiettorie di crescita e divulgazione di libertà intelligenza, coraggio e sensibilità.

Giovan Battista Falcone, nato ad Acri, nel 1834, è stato il Segretario e organizzatore della sfortunata, disastrosa, storica ed eroica spedizione di Sapri, nella quale vi lasciò la giovane vita a soli 23 anni! Un audace, un sognatore, un ribelle e patriota mazziniano, un acrese eccellente, cresciuto tra altre figure significative di intellettuali acresi, anche loro audaci e ribelli, quali Vincenzo Padula, tra tutti, i fratelli Sprovieri, garibaldini della prima ora, il poeta Vincenzo Julia, «Impareranno i moderati, sclamò il Pisacane, come poche anime generose, sappiano iniziare grandi fatti, armate d’un pugnale soltanto.»

Il progetto delle targhe, da un punto di vista simbolico e con un riferimento storico attualizzato, si esprime attraverso un design che adotta il simbolo del pugnale, qui rappresentato come una geometria pulita, semplice, anche come una freccia che centra un obiettivo, che trapassa e fora uno spessore, lasciando un traccia, una “ferita”, un segno.
Il pugnale, come evidenziato nella frase di Pisacane quando parla di se stessi come di poche anime “armate d’un pugnale soltanto”, è il segno non di guerra, ma di difesa, così come di audacia, coraggio, dell’essere ribelli! Inoltre il giovane eroe Giovan Battista Falcone era membro di un gruppo di “cospiratori” anti monarchici detto dei “Fratelli Pugnalatori”.
Attraverso una preziosa collaborazione, con una delle più prestigiose aziende del Design italiano-internazionale, la De Castelli di Crocetta del Montello (Tre- viso), i metalli scelti per le tre targhe, sono l’ottone, il rame ed il ferro resi unici dalle lavorazioni artigianali e dalle finiture “DeLabré” di De Castelli. Anche questa scelta di legarsi al prestigio di tale azienda è voler dare importanza al premio!
Il design delle targhe è di G. Pino Scaglione, con la collaborazione di Rosanna Algieri.