Progetti locali

CULTURA, TURISMO E SOCIETÀ.
SABATO 2 E DOMENICA 3 MARZO HORTUSACRI CON DIBATTITI, PROIEZIONI, LIBRI

l 2 marzo, alle 17,30 al Palazzo Padula, il Presi- dente Pino Scaglione e gli altri coponenti dell’As- sociazione, presentano il programma annuale di HortusAcri. A seguire, dialoghi e dibattiti sul libro di Massimiliano Capalbo “La terra dei recinti”, ed in- fine, la proiezione di un film, che racconta i drammi ecologici e le possibilità di fermare il disastro dei prossimi anni.

Il 3 marzo, alle 17,30, al Caffè Letterario, Arturo Crispino, di Calabria Food, Maurizio Rodighiero di Slow Food Calabria, Gerardo Colavolpe, dell’o- monima azienda di produzione di fichi, si confron- teranno sul tema del cibo e del ritorno ai prodotti della natura come necessità vitale, culturale e turistica della nostra regione.

Lo scrittore Carmine Abate sarà protagonista con il suo libro “Il banchetto di nozze” con le interpreta- zioni dell’attrice Laura Marchianò.
Si tratta di iniziative che hanno l’obiettivo di prepa- rare ogni volta quelle successive, di costituire uno stimolo per altre aggregazioni e istituzioni nel fare rete e mettere a sistema una permanente offerta culturale capace di riattivare il confronto, lo scam- bio, e garantire diversi eventi che saranno occasio- ni di crescita collettiva e strumenti di cambiamento.


HORTUSACRI INCONTRA LE SCUOLE

Abbiamo avviato un lavoro di coinvolgimento degli istituti scolastici superiori di Acri, nel tentativo di far prendere coscienza ai cittadi- ni acresi, attraverso lo sguardo dei giovani studenti, di quanto il degrado è l’ “inferno”, abbia progressivamente preso il posto della bellezza! E’ un lavoro che nasce dal desiderio di documentare at- traverso fotografie e ricognizioni sul posto le avanzate condizioni di degrado dell’edilizia pubblica e di quella privata.

Agli studenti e ai cittadini è stato chiesto di illustrare in forma per- sonale attraverso le immagini, quanto la situazione di degrado sia avanzata e condizioni fortemente l’attuale fisionomia urbanistica e paesaggistica della città.

Aprire ai giovani soprattutto, un orizzonte che guardi alla bellezza, è compito di un laboratorio di resilienza. Inferno, Purgatorio, Para- diso è un progetto in progress, solo all’inizio, per ora.

Acri, Marzo 2019


“Acri, riprendiamoci il futuro: prove di comunità resiliente”, è il claim dell’incontro che si terrà il 5 aprile, alle 17, nello spazio del Caffè Letterario di Palazzo Sanseverino. Oltre ad essere uno slogan dall’impatto accattivante e coinvolgente, il vero spirito dell’incontro

è un’esortazione diretta a quanti non vogliono subire il corso delle cose, e non ci stanno a rimanere dentro il corto circuito tipico del nostro sud, “fulminato” spesso da sbalzi di rassegnazione e disinteresse. HortusAcri è un collettivo di persone, giovani e non, che nate ad Acri e sparse in varie parti dell’Italia, si sono ritrovate in un progetto comune, dedicato alla ripresa di temi importanti per la sopravvivenza locale e globale: natura, paesaggio, ecologia, cultura, comunità

e coesione sociale, resilienza. Un’attività preceduta da una intensa serie di seminari, avviati già lo scorso dicembre, e seguita nei mesi con Laboratori dedicati a vari temi, tra i quali, in maniera particolare, le opere pubbliche e private incompiute, la ricerca di un nuovo equilibrio tra il costruito e la natura, un’apertura al dialogo e alla cultura come relazione e apertura, un progetto di recupero necessario e vitale delle aree interne della Calabria e dell’Appennino, di cui Acri rappresenta un esemplare importante anche per la tenuta demografi- ca in anni così difficili.

La comunità locale è coinvolta in questa costante esperienza di Laboratorio permanente: per costruire idee e pratiche – ormai sem- pre più rare nell’orizzonte quotidiano locale/nazionale. Ragazze e ragazzi delle scuole superiori acresi sono coinvolti in Laboratori sul territorio con progetti mirati, proprio perché loro, sono il presente e il futuro delle comunità. 

A loro è affidato il compito di riflettere sul tema “Inferno Purgatorio Paradiso”. Tre modi di guardare al territorio per conoscerlo e appropriarsene. Effettueranno ricognizioni di tipo – visivo, narrativo, riflessivo, creativo – sulla realtà che li circondano, cercheranno tra degrado e tracce di bellezza, e prendendo a prestito le suggestioni simboliche dei tre canti danteschi, di dare nuovo sen- so allo spazio che vivono preparando anche una mostra a partire dai loro giovanili sguardi, attenti al presente e proiettati al futuro. La comunità locale è coinvolta in questa costante esperienza di Laboratorio permanente: per costruire idee e pratiche – ormai sem- pre più rare nell’orizzonte quotidiano locale/nazionale. Ragazze e ragazzi delle scuole superiori acresi sono coinvolti in Laboratori sul territorio con progetti mirati, proprio perché loro, sono il presente e
il futuro delle comunità. A loro è affidato il compito di rif lettere sul tema “Inferno Purgatorio Paradiso”. Tre modi di guardare al territorio per conoscerlo e appropriarsene. Effettueranno ricognizioni di tipo – visivo, narrativo, riflessivo, creativo – sulle realtà che li circondano, cercheranno tra degrado e tracce di bellezza, e prendendo a prestito le suggestioni simboliche dei tre canti danteschi, di dare nuovo sen- so allo spazio che vivono preparando anche una mostra a partire dai loro giovanili sguardi, attenti al presente e proiettati al futuro.


CAMPAGNA ANTIDEGRADO

“Acri: apriamo gli occhi sul degrado”, è parte del progetto “Infer- no, Purgatorio, Paradiso” dell’Associazione HortusAcri, ed intende costruire un piattaforma pubblica e colettiva, di denuncia del degardo urbano, utilizzabile dai cittadini acresi sia su dispositivi fissi che mobili. Ogni acrese, di qualunque età, è invitato a scattare e inviare fotografie di un luogo abbandonato, degradato, depauperato, di edifici che versano in condizioni d’incompiutezza, di non finito, di impoverimento estetico e urbanistico, di spazi non più utilizzati, che

siano posti della città, sia pubblici che privati. “Acri: apriamo gli occhi sul degrado” invita tutti a realizzare anche un solo scatto fotografico che segnali un elemento della città, quali edifici dismessi, o anche in funzione da migliorare o destinare a nuovi usi; il campetto o la piaz- za di quartiere, un edificio da recuperare o completare , un ponte, un passaggio, un pezzo di strada, un rudere, un giardino pubblico

o privato ridotto in stato di degrado e di scarso decoro, un negozio chiuso da troppo tempo. L’invito è non solo quello di documentare queste situazioni, ma soprattutto di aprire gli occhi di tutti sulla bellezza smarrita dei nostri luoghi, del nostro centro urbano, delle nostre periferie, del nostro verde e della nostra natura.

Ogni immagine che sarà inviata all’indirizzo hortusacri@gmail.com, da parte di qualsiasi cittadino acrese, dovrà indicare ubicazione, caratteristiche, ed esprimere un’opinione, un pensiero, un testo, anche e soprattutto con il desiderio di cambiare lo stato di quel luogo o di quell’edificio.

 

 

Tutto sarà convogliato in un database liberamente accessibile, tramite la pagina Facebook e il Website di HortusAcri. I materiali che emergeranno saranno temi di discussione, stimolo e proposte dirette verso la pubblica amministrazione e le istituzioni competenti, affinchè si inverta la tendenza al degrado e al disinteresse collettivo. Si tratterà di costruire sguardi diversi, sguardi di una Comunità resiliente, sguardi collettivi e con un ruolo sociale per una nuova cultura e sensibilità ecologica verso la nostra natura e il rispetto dei beni e luoghi pubblici, come valore simbolico, al contempo risorsa economica da riattivare. Una forma nuova di racconto dunque, visiva e descrittiva, di testimonianza civile della condizione dei nostri luoghi, dei tessuti e dei paesaggi urbani. Una mostra, completa di tutte le immagini che saranno arrivate ad HortusAcri, sarà allestita a fine del programma, ovvero quando questo avrà raggiunto una sua maturità di contenuti: immagini che rap- presenteranno testimonianza di giudizio sul luogo che ciascuno avrà immortalato, descritto, narrato, accompagnato da desiderio di cambiamento che prevede, in questa o altre occasioni, una dimensione etica dell’osservazione e della condivisione di Comunità resiliente. Ai giovani, agli studenti in particolare, vicini ai nuovi mezzi tecnologici, affidiamo il compito di fotografare “soggetti acresi di degrado”, coinvolgendo in modo creativo altre persone a partecipare allo scat- to, anche con una finalità emulativa, necessaria per far circolare e condividere esperienze.

Ad Acri, al Sud, servono un ribaltamento della visione che passi dal degrado, dall’abbandono verso il cambiamento, che sposti i temi e le discussioni, dal lamento, alla denuncia e alla prossima rinascita!

Acri, Giugno 2019